I grandi momenti finiscono nelle foto. I piccoli rituali fanno il lavoro. Il modo in cui vi dite buongiorno, il messaggio all’ora di pranzo, la canzone in macchina: gesti ripetuti che dicono «siamo una squadra» senza che nessuno debba dirlo.
Che cosa distingue un rituale da un’abitudine
Un’abitudine è qualcosa che fate in automatico. Un rituale è qualcosa che fate di proposito, e che ha un significato per tutti e due. Lavarsi i denti è un’abitudine. Lavarsi i denti fianco a fianco facendo le smorfie allo specchio è un rituale.
Voltarsi l’uno verso l’altro
Lo studioso di relazioni John Gottman parla di “bids”, piccoli tentativi di contatto, come far notare un uccellino o condividere un titolo di giornale. Le coppie che rispondono con costanza a questi tentativi tendono a restare insieme. I rituali sono, in un certo senso, tentativi di contatto concordati in anticipo.
Rituali da rubare
- Un bacio di sei secondi quando uno dei due esce o rientra.
- Un momento quotidiano a cena in cui ciascuno dice «la cosa migliore e la peggiore della giornata».
- Cinque minuti la domenica sera per fare il piano della settimana.
- Un gesto condiviso per dire «ho bisogno di un attimo» durante un disaccordo.
- Una serata di coppia ogni settimana, con un inizio condiviso e concreto, come grattare insieme una carta.
Cominciate da uno
Scegliete un rituale, tenetelo piccolo e dategli un mese prima di giudicarlo. I rituali all’inizio sembrano un po’ forzati, finché a un certo punto non lo sono più, e allora saltarne uno sembra strano.